13 Giugno 2018

La rete di carità promossa dalla Società San Vincenzo de Paoli di Gerusalemme

Creata nel 1851 nella Città Santa, la Società opera in diversi ambiti, offrendo un aiuto ai più bisognosi.

Cristiani di Terra Santa e vita della Chiesa

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Un carisma basato sulla missione e sulla carità. La Società di San Vincenzo de Paoli, il cui principale fondatore è il beato Federico Ozanan, è nata in Francia nel 1833, ispirata alla vita del santo francese. Nel 2017, i membri della Società hanno celebrato i 400 anni del carisma, a partire da quando San Vincenzo de Paoli risvegliò l’attenzione verso i poveri.

Un movimento internazionale che oggi è presente in circa 150 paesi, tra cui la Terra Santa, dove è stata creata un’organizzazione di laici, con l’obiettivo di rafforzare la presenza cristiana e promuovere la giustizia sociale.

TONY KHASHRAM
Vicepresidente Società San Vincenzo di Paolo - Gerusalemme
“La Società è stata fondata a Gerusalemme più di 155 anni fa. Ha iniziato le sue attività in un piccolo ospedale vicino al Santo Sepolcro e da allora, si ripropone di aiutare le persone in stato di necessità, come quelle che hanno vissuto in circostanze difficili durante le due guerre mondiali, così come dopo il 1948 e il 1967, fino ai giorni nostri”.

Nella Città Santa l’istituzione opera attraverso programmi sociali, educativi e di sostegno finanziario, per alleviare la sofferenza di quanti sono messi a dura prova da situazioni politiche ed economiche difficili. Tra le attività principali vi sono l’aiuto a bambini e ragazzi nei loro studi a scuola e all’università; il sostegno a ospedali, malati, orfanotrofi, anziani, oltre all’assistenza materiale e spirituale a famiglie cristiane che hanno perso i loro cari. Negli ultimi cinque anni, sono state più di mille le persone assistite.

TONY KHASHRAM
Vicepresidente Società San Vincenzo de Paoli - Gerusalemme
“Abbiamo altri piccoli programmi, come aiutare le famiglie e rafforzare il ruolo delle donne in casa, ad esempio pagando le tasse degli asili nido, per consentire alle madri di andare al lavoro e sostenere così i loro mariti o comunque far sì che possano imparare un mestiere. Siamo volontari e prestiamo una speciale attenzione alla presenza cristiana nella Città Vecchia di Gerusalemme, soprattutto visto il calo continuo del numero di cristiani”.

La conferenza vincenziana di Gerusalemme offre, inoltre, supporto alle altre conferenze dei territori palestinesi. È in corso anche un altro progetto nella Striscia di Gaza: attualmente più di 60 famiglie cristiane vivono lì in condizioni difficili e ricevono dei contributi par far fronte alle loro necessità.

Un lavoro volontario e la dedizione di una squadra, della quale tutti vanno molto fieri. L’emblema della Società, raffigurato sulla bandiera, è un pesce, simbolo di Gesù Cristo, dentro un cerchio, a rappresentare il mondo e tutti coloro che devono essere raggiunti dalla carità.

IVA TOUBASSI
Volontaria
“Sono volontaria qui da 17 anni e ci sentiamo molto bene quando abbiamo la possibilità di aiutare coloro che ne hanno realmente bisogno. Questo lavoro ci rende felici e ci dà un grande stimolo, specialmente quando facciamo sorridere qualcuno. E la cosa più importante nel nostro lavoro è sentire ciò che le persone vivono davvero; a volte mi è capitato di piangere ascoltando certe storie”.

Un messaggio di solidarietà ispirato alla celebre frase di Ozanam: “Desidero che tutto il mondo sia una rete di carità”.