05 Ottobre 2016

La festa di San Francesco d’Assisi in Terra Santa

I francescani di Terra Santa e i cristiani locali hanno festeggiato a Gerusalemme il fondatore dell’Ordine dei Frati Minori.

Attualita, Eventi e Società

Loading the player...
Embed Code  

Request High Quality Video
Copy the code below and paste it into your blog or website.
<iframe width="640" height="360" src="https://www.cmc-terrasanta.org/embed/la-festa-di-san-francesco-d-assisi-in-terra-santa-11632"></iframe>
Request High Quality Video
Please send an email to :
info@cmc-terrasanta.org

Subject:Request High Quality Video

Email Message:
Archivio personale / promozione CMC / televisiva

http://www.cmc-terrasanta.com/it/video/attualita-eventi-e-societa-1/la-festa-di-san-francesco-d-assisi-in-terra-santa-11632.html

Nessuna parte di questo video può essere modificato o diffusi senza un accordo in anticipo con la Cristiana Media Center concordare i termini e le condizioni di pubblicazione e la distribuzione.
Santo della povertà, della semplicità, della gioia. Francesco, il giovane italiano di Assisi, nato Giovanni di Pietro Bernardone, è divenuto uno dei santi più conosciuti e venerati della Chiesa Cattolica.

Il fondatore dell’Ordine dei Frati Minori è stato celebrato in Terra Santa dai suoi figli, nella chiesa di San Salvatore, a Gerusalemme. Il 3 ottobre si sono recitati i primi vespri e inoltre i giovani francescani in impegno temporaneo hanno rinnovato i voti di povertà, castità e obbedienza.

Fr. LUIGI EVANGELISTA, ofm
Studente di filosofia
““Mi ha affascinato la scelta di vita di Francesco. Mi sono detto: “Mamma mia, questo è ciò che fa per me”. Oltre a questo, c’è stata anche la bellezza speciale della Terra Santa che mi ha completamente attratto. Quindi, appena ho scoperto i francescani e il fatto che erano qui in Terra Santa, ho fatto 1+1 e sono rimasto”.

I tratti del carisma francescano, che ha avuto inizio secoli fa, continuano ad attrarre vocazioni.

Fr. MARCO CARRARA, ofm
Studente di teologia
“Il grande amore per la Parola di Dio, vivere insieme con i fratelli, in una comunità internazionale, nella quale ognuno vive con la sua peculiarità la Parola di Dio”.

Nel “rito del transito” i francescani hanno ricordato gli ultimi momenti di vita del loro padre spirituale. Nella propria riflessione il Custode di Terra Santa Francesco Patton ha parlato dell’origine della parola “transito”, spiegando che reca con sé il significato di attraversamento. Ha detto che è così che deve essere vista la morte, come un’esperienza pasquale.

La messa solenne, celebrata il 4 ottobre, è stata presieduta dal priore dei domenicani di Gerusalemme, Martin Staszak. Questa abitudine segue e alimenta la tradizione di unità fra i due carismi, francescano e domenicano.

P. MARTIN STASZAK, op
Priore dei Domenicani - Gerusalemme
“Siamo nati nella stessa epoca, nel XIII secolo e i due ordini traggono origine dallo stesso movimento di povertà, con diverse forme di vivere e predicare il Vangelo”.

Attualmente in tutto il mondo esistono circa 14 mila francescani, sparsi in oltre 100 paesi. In Terra Santa essi hanno il compito di custodire i luoghi santi e sostenere i cristiani locali che sono la minoranza.

Tutto ebbe inizio quando Francesco andò in pellegrinaggio in Medio Oriente nel XIII secolo. Qui intraprese un dialogo con il sultano che all’epoca governava la Terra Santa e così rese possibile di iniziare questa missione.

P. FRANCESCO PATTON, ofm
Custode di Terra Santa
“A distanza di otto secoli, siamo qui come una confraternita di frati che cercano di vivere senza litigare né fra di loro né con il mondo, con la società, con l’ambiente circostante. Al contrario cerchiamo di servire, nei luoghi santi, nelle parrocchie, nelle scuole della Terra Santa, nei santuari e anche in tante opere sociali”.

La devozione dei cristiani locali si esprime nella gratitudine per le impronte che Francesco ha lasciato in questa Terra.

DIANA KATTAN
Cristiana locale
“San Francesco è entrato nella mia vita sin da bambina. Ero solita venire a messa con la mia famiglia il giorno di San Francesco. A quel tempo non capivo quanto fosse importante, ma poi sono cresciuta e ho saputo di più della sua vita, di quello che ha fatto, della sua umiltà, del suo desiderio di servire. Non c’è una sola persona qui in Terra Santa che non conosca i francescani, per ciò che fanno in tutto il mondo e per ciò che fanno qui”.