24 Maggio 2017

Trump in Terra Santa, un auspicio per il processo di pace

Il 23 maggio si è conclusa in Israele la seconda tappa del primo viaggio del Presidente Americano Donald Trump all´estero. In agenda, gli incontri con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme e con il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas a Betlemme e la visita ad alcuni luoghi santi.

Attualita, Eventi e Società

Loading the player...
Embed Code  

Request High Quality Video
Copy the code below and paste it into your blog or website.
<iframe width="640" height="360" src="https://www.cmc-terrasanta.org/embed/13062"></iframe>
Request High Quality Video
Please send an email to :
info@cmc-terrasanta.org

Subject:Request High Quality Video

Email Message:
Archivio personale / promozione CMC / televisiva

http://www.cmc-terrasanta.com/it/video/attualita-eventi-e-societa-1/13062.html

Nessuna parte di questo video può essere modificato o diffusi senza un accordo in anticipo con la Cristiana Media Center concordare i termini e le condizioni di pubblicazione e la distribuzione.
Il 23 maggio si è conclusa in Israele la seconda tappa del primo viaggio all’estero del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con un volo eccezionale diretto da Riad a Tel Aviv. In agenda, gli incontri con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme e con il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas a Betlemme e la visita ad alcuni luoghi santi.

"Nel mio viaggio in questi giorni ho trovato nuove ragioni di speranza - ha detto Trump in un breve discorso dopo essere atterrato -. Abbiamo un'opportunità rara di portare stabilità e pace nella regione”.

Trump è stato accolto all'aeroporto Ben Gurion dal presidente israeliano Rivlin, dal primo ministro Netanyahu e dalle autorità civili e religiose.

Dall’aeroporto a Gerusalemme, alla visita ai luoghi santi.

Ad accogliere Trump nella piazzetta antistante il Santo Sepolcro, il luogo più sacro per i cristiani, c'erano, insieme a padre Francesco Patton, Theofilo III, patriarca della chiesa greco-ortodossa e padre Samuel Aghoyan, rappresentante del patriarca armeno Nurhan Manoujan.

P. FRANCESCO PATTON, ofm
Custode di Terra Santa
“Non c’erano molti minuti per parlare però noi abbiamo sottolineato che preghiamo per la pace e preghiamo perché anche lui possa contribuire a questo percorso e a questo processo di pace.

Noi abbiamo sottolineato il fatto che siamo una presenza di minoranza, però una presenza significativa. Certo noi siamo una minoranza ma sappiamo anche che la Terra Santa è importante per più di un miliardo di cristiani che vivono in altre parti del mondo.”

Dal Santo Sepolcro al Muro del Pianto, diventando il primo presidente degli Stati Uniti in carica a visitare il luogo più sacro per l'ebraismo.

Come da programma, il presidente degli Stati Uniti si è recato anche a Betlemme, in Cisgiordania, per incontrare Abu Mazen, promettendo che farà di tutto per aiutare a riportare la pace con Israele. Il presidente palestinese ha definito la missione "nobile e realizzabile". "Voglio ribadire il nostro impegno a cooperare per raggiungere la pace e siglare un accordo storico con gli israeliani", ha commentato.

Dopo l´incontro con Mahmoud Abbas, Trump si è recato allo Yad Vashemn, il Memoriale della Shoah a Gerusalemme e ha deposto, con la moglie Melania, una corona di fiori sulla lapide contenente le ceneri delle vittime dei campi di sterminio.
«Le parole non possono descrivere la malvagità senza fondo dell’Olocausto –ha commentato il presidente statunitense -. Per i morti e per i vivi, dobbiamo dare testimonianza affinché questa agonia non si ripeta. Mai più».

Il capo della Casa Bianca ha riaffermato l’amicizia che lega Israele e Stati Uniti, aggiungendo che «i legami tra il popolo ebraico e questa terra santa sono antichi ed eterni. Quindi ha preso spunto da Gerusalemme per lanciare un appello all’unità: «Io invito tutti i popoli - ebrei, cristiani, musulmani, e ogni fede, tribù o credo - a trarre ispirazione da questa antica città per superare le differenze settarie».

P. FRANCESCO PATTON, ofm
Custode di Terra Santa
“A livello locale c’è il cercare di dare un contributo su tutti e due i versanti, sia su quello israeliano che su quello palestinese”.

P. FRANCESCO PATTON, ofm
Custode di Terra Santa
“L’auspicio è che anche questo viaggio contribuisca al processo di pace. Nei discorsi fatti sia dal Presidente Trump sia dal Presidente Rivlin, sia dal Primo Ministro Netanyahu, è sempre risuonato anche questo auspicio di poter proseguire nel processo di pace, non solo qui ma in tutto il Medio Oriente”.